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Spesso si sente parlare di “dieta chetogenica” come se fosse un’unica entità nutrizionale valida per tutti. In realtà, esistono molteplici varianti di dieta chetogenica, con obiettivi e indicazioni cliniche profondamente differenti. Dalla Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT) impiegata per il calo ponderale sotto controllo medico, fino alle diete 4:1 ad alto contenuto lipidico usate in neurologia per il trattamento dell’epilessia farmacoresistente. Comprendere le differenze tra queste strategie è fondamentale, non solo per i pazienti, ma anche per i professionisti della salute.

Che cos’è la dieta chetogenica? Una famiglia di protocolli, non una sola dieta

Il termine “chetogenica” si riferisce a qualsiasi regime alimentare in grado di indurre chetosi nutrizionale, ossia la produzione endogena di corpi chetonici (acetoacetato, beta-idrossibutirrato e acetone) utilizzati come fonte energetica alternativa al glucosio.

Ma le modalità con cui si raggiunge questo stato possono variare considerevolmente. I parametri chiave che distinguono le diverse forme di dieta chetogenica sono:

  • Rapporto tra grassi, proteine e carboidrati (indice chetogenico)
  • Apporto calorico totale
  • Presenza o meno di pasti sostitutivi certificati
  • Obiettivo terapeutico: dimagrimento, supporto oncologico, epilessia, neurodegenerazione, ecc.

La Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT): il protocollo più usato per dimagrire

Cos’è la VLEKT?

La Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT), come proposto da Barrea et al. (2024) e adottato anche da ESPEN, rappresenta una evoluzione concettuale della VLCKD (Very Low Calorie Ketogenic Diet), con l’obiettivo di:

  • Indurre chetosi terapeutica
  • Favorire il calo di peso preservando la massa magra
  • Evitare effetti collaterali gastrointestinali come gonfiore e fermentazione

Caratteristiche nutrizionali della VLEKT

  • Apporto calorico: 600-800 kcal/die
  • Carboidrati: <30 g/die
  • Proteine: 1.2–1.4 g/kg peso ideale
  • Lipidi: bassi, solo quelli funzionali (es. MCT, olio EVO)
  • Vegetali: contenuto molto limitato e selezionato
  • Struttura: in genere con pasti sostitutivi certificati, bilanciati, normoproteici e poveri di colesterolo

Perché non gonfia la pancia?

L’apporto controllato di fibre e FODMAP è una delle ragioni principali. Inoltre, la standardizzazione nutrizionale dei pasti sostitutivi riduce le variazioni fermentative intestinali. Se un paziente riferisce gonfiore, è verosimile che non stia seguendo una vera VLEKT, ma un approccio improvvisato o autogestito.

La dieta 4:1 e le diete chetogeniche classiche per l’epilessia e le patologie neurologiche

Un altro estremo della famiglia chetogenica è rappresentato dalla dieta 4:1, utilizzata storicamente (e ancora oggi) in ambito neurologico, soprattutto per:

  • Epilessia farmacoresistente
  • Sindrome di Doose, Lennox-Gastaut, GLUT1 deficiency
  • Patologie neurodegenerative (in studi sperimentali)

Cos’è il rapporto 4:1?

Il rapporto chetogenico (ratio) indica la proporzione tra grammi di grassi e la somma dei grammi di proteine + carboidrati. Un rapporto 4:1 significa 4 g di grassi per ogni grammo di proteine+carboidrati.

Caratteristiche principali:

  • Dieta fortemente iperlipidica (85–90% delle calorie da grassi)
  • Rigorosa restrizione di carboidrati e proteine
  • Richiede supervisione medica e monitoraggio chetonemico costante
  • Spesso accompagnata da supplementazione di micronutrienti

Queste diete non sono adatte per il dimagrimento e presentano un profilo metabolico molto diverso rispetto alla VLEKT.

Dieta chetogenica standard, ciclica, MCT, Atkins modificata: altre varianti

Oltre alle due estremità (VLEKT e 4:1), esistono molte forme intermedie, come:

  • Ketogenic Diet standard (SKD): 70% lipidi, 20% proteine, 10% CHO
  • Cyclical KD (CKD): giorni low carb alternati a ricariche
  • Targeted KD (TKD): assunzione mirata di carboidrati intorno all’attività fisica
  • Atkins modificata: meno restrittiva, più sostenibile a lungo termine
  • MCT-based KD: utilizza trigliceridi a media catena per aumentare la produzione di chetoni con meno grassi totali

Perché è fondamentale affidarsi a un medico esperto in chetosi terapeutica

L’efficacia e la sicurezza di un regime chetogenico dipendono dalla corretta selezione del tipo di dieta in base all’indicazione clinica. Una dieta chetogenica per dimagrire non può essere improvvisata, né essere tratta come una “low carb” libera.

Un protocollo come la VLEKT:

  • Ha basi scientifiche solide
  • È definito da criteri europei (EKFC) e linee guida
  • Va adattato al paziente, monitorato e corretto nel tempo

Parlare di “dieta chetogenica” al singolare è una semplificazione fuorviante. Esistono diverse forme, ciascuna con una specifica struttura nutrizionale e indicazioni terapeutiche. Tra queste, la VLEKT è la più indicata per la perdita di peso in sicurezza, mentre le diete chetogeniche 4:1 sono riservate ad ambiti neurologici specialistici. Solo la guida di un medico dietologo esperto in chetosi può garantire il raggiungimento degli obiettivi clinici, senza effetti indesiderati come il gonfiore addominale o la perdita di massa magra.

Se vuoi iniziare una vera dieta chetogenica, che sia dimagrante, terapeutica o funzionale al tuo stato di salute, prenota una consulenza personalizzata o approfondisci con gli altri articoli sul mio blog. La chetosi può essere uno strumento potente, ma va usato con criterio.


Fonti scientifiche principali:

  1. Barrea L. et al. (2024).
    A New Nomenclature for the VLCKD: Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT).
    Current Obesity Reports.
    https://link.springer.com/article/10.1007/s13668-024-00560-w
  2. Annunziata G. et al. (2025).
    Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT), Not Only a Price Matter.
    Nutrients 2025, 17(3), 422.
    https://www.mdpi.com/2072-6643/17/3/422
  3. Verde L. et al. (2025).
    Efficacy and Safety of Phase 1 of Very Low Energy Ketogenic Therapy (VLEKT).
    Nutrients 2025, 17(4), 721.
    https://www.mdpi.com/2072-6643/17/4/721
  4. Kossoff EH et al. (2018).
    Optimal clinical management of children receiving the ketogenic diet: Recommendations of the International Ketogenic Diet Study Group.
    Epilepsia Open.
    https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/epi4.12225
  5. Paoli A. et al. (2013).
    Beyond weight loss: a review of the therapeutic uses of very-low-carbohydrate (ketogenic) diets.
    Eur J Clin Nutr.
    https://www.nature.com/articles/ejcn2013116