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Quando parliamo di grasso corporeo, non tutto è uguale: esistono infatti diversi tipi di grasso che hanno un impatto molto differente sulla salute. Il più pericoloso è il grasso viscerale, quel tipo di grasso che si accumula attorno agli organi interni, specialmente nell’area addominale.

Perché questo grasso è così pericoloso, e perché rappresenta un grave rischio per il cuore?

Figura 1. Il ruolo centrale del tessuto adiposo viscerale (VAT) nei rischi cardiometabolici associati all’obesità. La disfunzione del VAT contribuisce all’insulino-resistenza, aumenta la lipolisi e il rilascio di acidi grassi liberi (FFA), alterando così il metabolismo dei lipidi e del glucosio. Come organo endocrino, il VAT produce e secerne adipochine come leptina, adiponectina e resistina, ma nell’obesità questo equilibrio si altera, riducendo le adipochine benefiche e aumentando quelle dannose. Il VAT promuove inoltre uno stato di infiammazione sistemica, producendo citochine pro-infiammatorie come il TNF-α e l’IL-6 e reclutando macrofagi. Questi processi collegano la disfunzione del VAT allo sviluppo di diabete di tipo 2, aterosclerosi e malattia coronarica (CAD). Le frecce indicano le vie attraverso le quali il VAT produce questi effetti sistemici.

 

Grasso viscerale: un vero e proprio organo endocrino e infiammatorio

Il grasso viscerale non è solo una riserva passiva di energia. È invece un vero e proprio organo endocrino, in grado di produrre e liberare nel corpo molecole chiamate adipochine e citochine infiammatorie, che hanno effetti profondamente dannosi sulla salute cardiovascolare e metabolica.

Tra le molecole più importanti che questo grasso produce, troviamo:

  • TNF-alfa e Interleuchina-6 (IL-6): citochine pro-infiammatorie che mantengono l’organismo in uno stato di infiammazione cronica, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari come aterosclerosi e infarto.
  • Leptina e resistina: ormoni che quando in eccesso, aumentano l’insulino-resistenza, un fattore chiave nello sviluppo del diabete di tipo 2 e delle patologie cardiache.
  • Acidi grassi liberi (FFA): molecole che favoriscono lo sviluppo di steatosi epatica (fegato grasso) e peggiorano ulteriormente la resistenza insulinica.

Il grasso viscerale, l’infiammazione e il rischio cardiaco

Il cuore e i vasi sanguigni subiscono direttamente le conseguenze del grasso viscerale, soprattutto perché l’infiammazione cronica è alla base della maggior parte delle malattie cardiovascolari. Studi recenti, incluso quello che abbiamo appena pubblicato su Nutrients (https://www.mdpi.com/3074376), hanno evidenziato come l’eccesso di grasso viscerale contribuisca significativamente a:

  • Ipertensione arteriosa.
  • Dislipidemia (alterazioni nel profilo dei grassi nel sangue, con aumento dei trigliceridi e LDL piccole e dense).
  • Formazione accelerata di placche aterosclerotiche, che restringono le arterie aumentando il rischio di infarto e ictus.
  • Peggioramento della funzione cardiaca e aumento del rischio di insufficienza cardiaca e fibrillazione atriale.

Grasso viscerale e obesità sarcopenica: il pericolo aumenta con l’età

Negli adulti più anziani, il grasso viscerale si combina spesso alla perdita di massa muscolare, creando una condizione chiamata obesità sarcopenica, che aumenta enormemente il rischio cardiovascolare e metabolico, rendendo più complicato il trattamento.

Ridurre il grasso viscerale è possibile (e necessario)

Fortunatamente, il grasso viscerale può essere ridotto efficacemente con interventi mirati:

  • Dieta equilibrata con restrizione dei carboidrati semplici.
  • Attività fisica regolare, soprattutto esercizi aerobici e di forza per aumentare la massa muscolare.
  • Strategie dietetiche specifiche come la dieta chetogenica, che riducono rapidamente il grasso viscerale.

✅ Scopri di più sui meccanismi scientifici con cui il grasso viscerale aumenta il rischio cardiovascolare nel nostro recente articolo scientifico pubblicato sulla rivista Nutrients:


📌 Leggi l’articolo completo qui.

Riferimenti scientifici essenziali:

  • Venturini C, Mancinelli L, Matacchione G, Olivieri F, Antonicelli R. The Cardioprotective Effects of Nutritional Ketosis: Mechanisms and Clinical Implications. Nutrients. 2024;16(23):4204. doi:10.3390/nu16234204​​
  • Matsuura TR, Puchalska P, Crawford PA, Kelly DP. Ketones and the Heart: Metabolic Principles and Therapeutic Implications. Circ Res. 2023;132(7):882-898. doi:10.1161/CIRCRESAHA.123.321872.
  • Goldberg EL, Shchukina I, Dixit VD. Ketogenesis activates metabolically protective γδ T cells in visceral adipose tissue. Nat Metab. 2020;2(1):50-61. doi:10.1038/s42255-019-0160-6.