Sempre più pazienti arrivano in ambulatorio con questa domanda:
“Dottoressa, ho sentito parlare di questo nuovo farmaco per dimagrire: funziona davvero?
Serve anche la dieta?”
La molecola in questione è Tirzepatide, da poco autorizzata in Italia per la cura
dell’obesità e del sovrappeso con comorbidità. È un farmaco innovativo, ma non
miracoloso. La sua efficacia dipende da come, da chi e in quale contesto viene usato.
Come agisce la Tirzepatide?
Tirzepatide è un agonista “twincretinico”, in grado di attivare due ormoni incretinici
fondamentali:
- GLP-1 (glucagon-like peptide-1)
- GIP (glucose-dependent insulinotropic polypeptide)
Questa azione sinergica permette di:
- Ridurre l’appetito
- Aumentare la sazietà
- Rallentare lo svuotamento gastrico
- Migliorare la sensibilità insulinica
- Favorire una perdita di peso importante
Gli studi clinici (SURMOUNT-1) riportano una perdita media di peso fino al 20,9% in 72
settimane, a dosaggi crescenti.
Chi può prescrivere la Tirzepatide?
È un farmaco prescrivibile solo da medici, preferibilmente specialisti nel trattamento
dell’obesità e del sovrappeso, come:
- Specialisti in Scienza dell’Alimentazione (dietologi clinici)
- Endocrinologi
- Internisti
- Cardiologi
È indicato in soggetti adulti con:
- Obesità (IMC ≥ 30 kg/m²)
- Sovrappeso (IMC ≥ 27 kg/m²) associato a comorbidità (es. diabete tipo 2, dislipidemia, ipertensione, OSAS, NAFLD, ecc.)
Ma se inizio il farmaco… devo seguire una dieta
specifica?
Sì, senza dubbio.
Tirzepatide riduce fortemente l’appetito, e questo può portare rapidamente a un deficit
energetico. Ma se non si interviene con una dieta clinicamente calibrata, il rischio è molto
concreto di:
- Grave perdita di massa muscolare (sarcopenia iatrogena)
- Rallentamento del metabolismo basale
- Malnutrizione proteico-calorica mascherata
- Peggioramento della funzionalità renale, specie in soggetti disidratati o anziani
La dieta con Tirzepatide non può essere una “restrizione
generica”, ma va adattata con:
- rimodulazione dell’apporto proteico (1.2–1.5 g/kg peso ideale, in molti casi)
- supporto alla tolleranza gastrointestinale
- frazionamento dei pasti
- adeguata idratazione
Quali effetti collaterali sono comuni?
Secondo il foglietto illustrativo ufficiale, gli effetti avversi molto comuni (>1/10)
comprendono:
- Nausea
- Diarrea
- Dolori addominali
- Stipsi
Tra quelli comuni (1/10 – 1/100), figurano:
- Ipoglicemia (soprattutto in combinazione con sulfaniluree o insulina)
- Capogiri, affaticamento, eruzioni cutanee
- Sensazione di fame intensa in fase ipoglicemica
- Disidratazione secondaria a nausea, vomito, diarrea
L’azienda sottolinea che questi sintomi sono più frequenti nelle prime settimane, ma in
genere tendono a ridursi col tempo.
Tuttavia, se non ben gestiti, possono causare:
- Riduzione dell’assunzione proteica
- Difficoltà nel mantenimento della massa magra
- Incremento del rischio sarcopenico – in particolare nei soggetti anziani o sedentari
Oltre alla perdita di peso… ci sono altri benefici clinici?
Sì. E sono fondamentali.
Studi clinici recenti confermano che Tirzepatide:
- Riduce la pressione arteriosa (sistolica e diastolica)
- Migliora il profilo lipidico (↓ LDL, ↑ HDL, ↓ trigliceridi)
- Riduce la steatosi epatica non alcolica (NAFLD)
- Ha effetti positivi sull’infiammazione sistemica
- Riduce il rischio cardiovascolare globale, anche in soggetti senza diabete
Un dimagrimento rapido senza controllo può ridurre anche la
massa muscolare cardiaca.
Ecco perché la preservazione della lean body mass è una
priorità anche cardioprotettiva.
In sintesi: cosa serve per far funzionare davvero la
Tirzepatide?
1. Una prescrizione appropriata, da parte di uno specialista.
2. Un piano alimentare specifico, con adeguata quota proteica.
3. Educazione nutrizionale e monitoraggio continuo della composizione corporea.
4. Attività fisica mirata alla protezione e crescita della massa muscolare.
5. Idratazione regolare, per prevenire disidratazione e cali di funzionalità renale.
Conclusione
Tirzepatide è una molecola potente, fisiologica, con un meccanismo d’azione avanzato.
Ma non è una terapia “automatica”, né tantomeno una scorciatoia.
Va utilizzata all’interno di un percorso clinico strutturato, supervisionato da medici esperti
nella gestione dell’obesità, e sempre affiancata a una dieta clinica e ad un piano
nutrizionale personalizzato.
Non basta perdere peso. Bisogna perdere solo quello che serve perdere, e preservare ciò
che ci tiene vivi e forti: la massa magra.
Fonti e riferimenti scientifici
1. Jastreboff AM, et al. Tirzepatide Once Weekly for the Treatment of Obesity. N Engl J
Med. 2022;387(3):205–216.
2. Hartman ML, et al. Cardiometabolic outcomes of Tirzepatide in patients with
obesity. Lancet Diabetes Endocrinol. 2023;11(3):214–226.
3. Foglietto Illustrativo AIFA – Mounjaro (tirzepatide), 2024.
4. Rubino D et al. Tirzepatide vs Insulin Glargine in T2DM and CV risk. Lancet.
2021;398(10295):1811–1824.


